Il congedo parentale è un periodo di astensione facoltativa dal lavoro, riconosciuto a entrambi i genitori nei primi 12 anni di vita del figlio, per un massimo di 9 mesi complessivi retribuiti dall’INPS. Dal 2025, con la nuova manovra economica, i mesi retribuiti all’80% salgono da due a tre, rendendo il congedo più vantaggioso. L’INPS ha inoltre semplificato la procedura con nuove modalità digitali per inviare la domanda e monitorare i periodi già fruiti.

Cos’è il congedo parentale
Il congedo parentale è un periodo di astensione dal lavoro che viene concesso ai genitori dei bambini con un età compresa tra i 0 e i 12 anni.
L’obiettivo di questa agevolazione è quello di garantire ai genitori la possibilità di prendersi cura dei propri bambini senza doverli affidare ad alti enti o persone a causa degli obblighi lavorativi.
Chi può richiederlo?
In generale possono richiedere il congedo parentale tutti i lavoratori e le lavoratrici dipendenti con un contratto a tempo determinato o indeterminato, full time o part-time.
A patto che vengano rispettati i requisiti contributivi, possono fare richiesta anche i lavoratori autonomi che, però, a differenza degli altri lavoratori hanno la possibilità di ottenere solo 3 mesi di congedo.
I requisiti richiesti ai lavoratori per poter fare domanda e ottenere il congedo sono:
- essere genitori di uno o più figli di età compresa tra i zero e i dodici anni;
- avere un contratto di lavoro.
Per quanto riguarda i lavoratori autonomi e i freelance che non hanno un contratto di lavoro da dipendente i requisiti da rispettare sono differenti: oltre ad avere uno o più figli di età inferiore ai 13 anni, essi dovranno aver versato almeno un mese di contributi relativi al periodo che precede la presentazione della domanda.
Il congedo parentale può essere richiesto sia dal padre che dalla madre del bambino anche contemporaneamente.
Quando può essere utilizzato il congedo parentale?
I genitori possono richiedere il congedo parentale durante i primi 12 anni di vita dei propri figli. Questo significa che sia il padre che la madre di un bambino possono usufruire di un congedo entro il compimento del 13esimo anno di età del figlio.
Ai lavoratori dipendenti che siano genitori adottivi o affidatari, il congedo parentale spetta con le stesse modalità descritte sopra entro i primi 12 anni dall’ingresso del minore nella famiglia e non oltre il compimento dei 18 anni.
Durante questo arco di tempo si può beneficiare del congedo in maniera continuativa o frazionata.
Per quanto tempo è possibile astenersi dall’attività lavorativa?
La durata del congedo parentale è di:
- sei mesi per la madre;
- sei mesi per il padre;
- sette mesi per il padre che si astiene dal lavoro per almeno 3 mesi;
- 11 mesi per il genitore solo, ovvero nel caso in cui si verifichi la morte di un genitore o venga concesso l’affidamento esclusivo del figlio.
Inoltre, in caso di parto, adozione o affidamento plurimi, i genitori possono godere del diritto al congedo parentale per ogni figlio.
Quanto spetta? Le novità introdotte del congedo parentale 2025
Il congedo parentale è retribuito per 9 mesi: ciò significa che i primi 9 mesi di congedo sono coperti dall’INPS, mentre per il decimo mese e l’undicesimo mese non si riceve alcuna retribuzione.
Inoltre è necessario chiarire che chi beneficia del congedo parentale non ottiene interamente la retribuzione prevista dal contratto, ma riceve una indennità che corrisponde a una parte percentuale dello stipendio ricevuto il mese che precede l’inizio del periodo di congedo.
La percentuale dello stipendio mensile che corrisponde all’indennità non è la stessa per tutti i mesi, ma varia in base alla durata del congedo.
Secondo quanto previsto dalla nuova manovra economica del governo Meloni che ha potenziato il congedo parentale, nel 2025, ai genitori spettano:
- 3 mesi retribuiti all’80%, indennità resa strutturale (nel 2024 erano previsti 2 mesi);
- 6 mesi retribuiti al 30%.
Per una visualizzazione più chiara i dati relativi alle percentuali di retribuzione del congedo parentale sono stati riportati anche nella tabella seguente:
| Percentuale di retribuzione anno 2024 | Percentuale di retribuzione anno 2025 | |
| 1° mensilità | 80% | 80% |
| 2° mensilità | 80% | 80% |
| 3° mensilità | 30% | 80% |
| 4°- 9° mensilità | 30% | 30% |
I lavoratori autonomi, a differenza dei lavoratori dipendenti, riceveranno una indennità pari al 30% della paga giornaliera convenzionale stabilita ogni anno dall’ISTAT.
Come fare domanda?
La domanda va presentata attraverso la piattaforma dell’INPS, previo accesso tramite SPID, CIE o CNS, contattando l’INPS attraverso i canali presenti nel nostro articolo o presso gli enti di patronato.
Una volta terminata la procedura sarà possibile inviare direttamente la domanda anche al proprio datore di lavoro.
L’anno di congedo per crescere i figli
Il congedo parentale in Italia consente ai genitori di bambini che hanno meno di 13 anni di età di astenersi dal lavoro e di ottenere una rendita mensile il cui valore può variare tra il 30% e l’80% dello stipendio mensile. La manovra di bilancio 2025 ha rafforzato il congedo di parentale, rendendo strutturale l’indennità all’80% per i primi 3 mesi. La durata del congedo parentale, da ripartire tra entrambi i genitori, può essere al massimo di 10 mesi complessivi estendibili a 11 se il padre usufruisce di almeno tre mesi di congedo. La domanda va presentata telematicamente all’INPS e consegnata al proprio datore di lavoro; dopodiché occorreranno circa 55 giorni per ottenere la prima rendita.
FAQ
Quanto dura e come fruire del congedo parentale?
Il congedo parentale ha una durata di 11 mesi complessivi. La madre può astenersi per sei mesi, mentre il padre ha diritto a sei mesi, estendibili a sette se si astiene per almeno tre mesi. I genitori possono richiedere di usufruire del congedo parentale sia a ore che giornalmente.
Come viene calcolata l’indennità durante il congedo parentale?
Nei primi tre mesi, l’indennità è pari all’80% della retribuzione. Nei successivi sei mesi, è del 30%. I restanti mesi non sono retribuiti.
Congedo parentale e ferie, cosa c’è da sapere?
Durante il congedo parentale, il lavoratore continua a maturare e accumulare ferie, poiché considerato periodo di servizio effettivo. Le ferie non si perdono e, se coincidono con il congedo, possono essere posticipate e recuperate.




