Se hai un’azienda e vuoi partecipare a gare d’appalto o firmare contratti con enti pubblici, c’è un documento che non può mancare: il Documento Unico di Regolarità Fiscale (DURF). Si tratta di un certificato che serve a dimostrare che, come imprenditore, sei in regola con gli obblighi fiscali.
In questo articolo ti spieghiamo in modo chiaro e pratico cos’è il DURF, a chi serve, come si richiede, quali sono i requisiti da rispettare e cosa comporta non averlo.
Cos’è il DURF e a cosa serve
Il DURF è un certificato rilasciato dall’Agenzia delle Entrate che attesta la regolarità fiscale di un’impresa. In pratica, serve a confermare che:
- hai pagato regolarmente le imposte (come IVA, IRES, IRPEF…);
- hai presentato correttamente e nei tempi previsti tutte le dichiarazioni fiscali (modello Unico, dichiarazioni IVA, ecc.);
- hai rispettato gli obblighi contributivi previsti dalla legge.
È un documento particolarmente importante per tutte le aziende che lavorano con la Pubblica Amministrazione: viene richiesto in fase di partecipazione a gare d’appalto, per firmare contratti e, in alcuni casi, anche in ambito privato.
Cosa contiene il DURF?
Il DURF ha l’obiettivo di certificare la tua posizione fiscale, per questo contiene:
- i dati identificativi dell’impresa (ragione sociale, partita IVA, codice fiscale, sede legale, ecc.);
- lo stato fiscale aggiornato dell’azienda, ovvero la conferma che tutte le dichiarazioni fiscali sono state presentate correttamente e che le imposte dovute sono state versate;
- l’eventuale presenza di debiti fiscali superiori a 5.000 euro, che possono compromettere la regolarità.
Chi può richiederlo e quali sono i requisiti
Il DURF può essere richiesto da tutte le imprese che vogliono partecipare a gare pubbliche o firmare contratti con enti statali, ma per ottenerlo è necessario rispettare alcuni requisiti precisi:
- Essere attivi da almeno tre anni: serve a dimostrare che l’azienda ha una certa stabilità e una storia fiscale consolidata.
- Essere in regola con gli obblighi dichiarativi: quindi avere presentato tutte le dichiarazioni fiscali e aver pagato le imposte dovute.
- Aver versato almeno il 10% dei ricavi o compensi dichiarati nell’ultimo periodo d’imposta.
- Non avere debiti fiscali o contributivi superiori a 50.000 euro non regolarizzati, come cartelle esattoriali o avvisi di addebito scaduti.
Come si richiede il DURF: guida pratica
Il processo per ottenere il DURF è abbastanza semplice, ma va seguito con attenzione per evitare intoppi.
Ecco come fare, passo dopo passo:
- Compila il modulo di richiesta disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate.
- Presenta la domanda di persona presso l’Ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate competente; oppure online, accedendo all’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate, se hai SPID o CIE, o CNS.
- Attendi l’esito: se tutto è in regola, l’Agenzia delle Entrate rilascerà il DURF entro 30 giorni dalla presentazione.
DURF, il documento da aggiornare ogni 4 mesi
Il DURF è un documento chiave per tutte le imprese che vogliono lavorare con la Pubblica Amministrazione. Certifica che l’azienda è in regola con le tasse, le dichiarazioni e i contributi: un requisito fondamentale per muoversi con serenità nel mondo degli appalti pubblici.
Se vuoi evitare brutte sorprese o esclusioni, il consiglio è semplice: verifica periodicamente la tua posizione fiscale e assicurati di avere il DURF aggiornato ogni 4 mesi.
FAQ
Quanto tempo ci vuole per ottenere il DURF?
Se la documentazione è completa e tutto è in regola, l’Agenzia delle Entrate rilascia il DURF entro 30 giorni dalla richiesta. Ma meglio non ridursi all’ultimo momento: preparare tutto con un po’ di anticipo ti evita stress e brutte sorprese.
Cosa succede se non ho il DURF?
Senza DURF non puoi partecipare a gare d’appalto pubbliche né firmare contratti con enti statali. Inoltre, la mancata regolarità fiscale può portare a sanzioni e problemi seri con il Fisco. Insomma, è un documento da tenere sempre sotto controllo.



