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Sgravi contributivi per chi assume donne vittime di violenza

Da Eleonora Orrù • Aggiornato il 27 Marzo 2025 • Tempo di lettura stimato: 9 minuti

Secondo quanto emerso dalle ricerche ISTAT, in Italia il oltre il 30% delle donne con età compresa tra i 16 e i 70 anni, durante il corso della propria vita, è stata vittima di violenza fisica o sessuale e il 13,6% di queste donne ha subito violenza da parte del proprio partner o ex partner. Per facilitare le scelte delle donne vittime di violenza e rendere le donne più indipendenti dal punto di vista economico, lo Stato italiano ha stabilito la concessione di sgravi fiscali per le aziende private che decidono di assumere le donne vittime di violenza.

In questo articolo ti parleremo dello sgravio contributivo per le assunzioni di donne vittime di violenza, spiegandoti nel dettaglio cosa prevede la misura e chi ne può beneficiare nel dettaglio.

Nel 2022, secondo l'Istat, 26.131 donne vittime di violenza hanno iniziato a uscire dalla violenza
Nel 2022, secondo l’Istat, 26.131 donne vittime di violenza hanno iniziato a uscire dalla violenza

Cos’è lo sgravio contributivo per l’assunzione di donne vittime di violenza

Lo sgravio contributivo per l’assunzione di donne vittime di violenza è una agevolazione concessa ai datori di lavoro che decidono di assumere donne che hanno subito violenze.

I datori di lavoro del settore privato che prendono questa decisione sono esonerati dal  versamento dei contributi previdenziali, fatta eccezione dei premi e contributi INAIL, per ogni singola lavoratrice sino al raggiungimento del limite massimo di 8000 euro.

Qual è l’obiettivo degli sgravi fiscali?

La concessione di sgravi contributivi a chi sceglie di assumere le donne vittime di violenza mira a favorire l’inserimento nel mondo delle donne che hanno subito aggressioni o hanno vissuto situazioni di violenza.

Una volta reintegrate nel mondo lavorativo, le donne avranno la possibilità di diventare indipendenti dal punto di vista economico: in questo riusciranno con più facilità a uscire da situazioni difficili e ad emanciparsi.

Le leggi che regolamentano la concessione degli sgravi contributivi

L’erogazione degli sgravi contributivi per chi assume donne vittime di violenza è stata comunicata tramite l’approvazione della Legge di Bilancio 2024: informazioni dettagliate si possono infatti leggere nell’articolo 39, più precisamente a partire dal comma 2-quinquies, sino ad arrivare al comma 2-septies. 

Inoltre, la Circolare numero 41 del 05 marzo 2024 contiene maggiori dettagli, validi anche per il 2025, su come deve essere disciplinata e applicata l’agevolazione fiscale per le imprese che assumono donne vittime di violenza.

Nei prossimi paragrafi vi spiegheremo in modo semplice e dettagliato il funzionamento degli sgravi fiscali secondo quanto stabilito dalle leggi.

Fondi erogati per gli sgravi fiscali

L’erogazione degli sgravi contributivi per assunzioni donne vittime di violenza è assicurata entro alcuni limiti di spesa definiti per gli anni dal 2024 al 2028.

I limiti massimali di spesa sono così stabiliti:

  • per il 2024 il limite di spesa è stato di 1,5 milioni di euro;
  • per il 2025 è possibile raggiungere i 4 milioni di euro;
  • nel 2026 non è possibile andare oltre ai 3,8 milioni di euro di spesa;
  • nel 2027 saranno concesse le agevolazioni sino al raggiungimento dei 2,5 milioni di euro;
  • nel 2008 il limite di spesa è fissato a 700 mila euro.

Una volta che l’INPS avrà raggiunto il limite di spesa non potrà più accogliere nuove richieste.

Quali sono i requisiti delle donne vittime di violenza assunte?

Per poter ottenere lo sgravio contributivo per assunzioni donne vittime di violenza, le donne assunte dovranno:

Secondo quanto specificato nella Circolare numero 41 del 05-03-2024 ai fini del riconoscimento degli sgravi fiscali, il Reddito di libertà viene equiparato alle misure che, per gli stessi fini, vengono concesse a livello regionale e provinciale (come per esempio l’assegno di autodeterminazione per le donne vittime di violenza erogato dalla provincia di Trento); ciò significa che si potranno ottenere gli sgravi fiscali anche per l’assunzione di donne che non ricevono il Reddito di libertà ma usufruiscono degli assegni statali o regionali.

Non è importante la natura del contratto con cui vengono assunte le donne lavoratici: i datori potranno usufruire del beneficio sia per i contratti a tempo determinato sia per quelli a tempo indeterminato.

A chi spetta lo sgravio fiscale per donne vittime di violenza?

Possono usufruire degli sgravi fiscali tutti i datori di lavoro del settore privato, pertanto le aziende pubbliche non hanno la possibilità di accedere al beneficio.

Qual è il funzionamento dello sgravio contributivo?

I datori di lavoro in possesso dei requisiti necessari ottenere gli sgravi contributivi per l’assunzione di donne vittime di violenza vengono esentati dal pagamento dei contributi previdenziali a carico dell’azienda sino a un importo massimo di 8000 euro annui.

I datori di lavoro sono comunque tenuti a pagare per ogni lavoratrice:

  • l’assicurazione INAIL contro gli infortuni sul lavoro e malattie professionali;
  • tutti gli importi che superano gli 8000 euro annui.

Quali sono i contributi che non rientrano nello sgravio fiscale?

Come anticipato non rientrano nello sgravio, quindi devono essere comunque corrisposti dal datore di lavoro i contributi INAIL per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro.

Inoltre i datori di lavoro dovranno comunque finanziare i Fondi a cui hanno scelto di aderire, in particolare:

  • il Fondo per l’erogazione ai lavoratori dipendenti del settore privato dei trattamenti di fine rapporto;
  • i Fondi di solidarietà;
  • i Fondi di integrazione salariale;
  • il Fondo di solidarietà territoriale;
  • il Fondo di solidarietà per il settore del trasporto aereo e del sistema aeroportuale;
  • i Fondi interprofessionali per la formazione continua.

Per quanto tempo dura l’agevolazione fiscale?

È possibile beneficiare degli sgravi contribuiti per 12 mesi, 18 mesi o un anno a seconda del contratto che viene offerto alla lavoratrice:

  • se il contratto sottoscritto dalla lavoratrice è a tempo indeterminato è possibile ottenere gli sgravi per 12 mesi;
  • se il contratto sottoscritto in precedenza dalla lavoratrice viene trasformato a tempo indeterminato, l’azienda può ottenere gli sgravi contributivi per ulteriore 6 mesi per un totale di 18 mesi a partire dall’assunzione;
  • se la lavoratrice viene assunta a tempo indeterminato l’azienda potrà ottenere gli sgravi per un intero anno a partire dalla data di assunzione.

Il periodo soggetto all’esonero contributivo può essere sospeso dal datore di lavoro, solo esclusivamente nei casi in cui la lavoratrice si assenti per maternità obbligatoria.

Qual è l’importo massimo dell’agevolazione fiscale?

L’importo massimo dell’agevolazione fiscale è stato definito e comunicato attraverso la Circolare numero 41 del del 5 marzo 2024 valido anche per il 2025. Nel documento viene chiarito che l’importo massimo dell’agevolazione, ovvero gli 8000 euro di esenzione fiscale a cui possono accedere i datori di lavoro che assumono donne vittime di violenza, suddiviso su base mensile è di 666, 66 euro.

Per quanto riguarda i lavori che si sono trasformati o instaurati nel corso di un mese, la quota va ripartita nei 31 giorni mensili (21,50 euro giornalieri) e moltiplicata per il numero dei giorni di lavoro effettuati dalla lavoratrice dipendente.

Pertanto, se una donna per esempio avrà lavorato solo 10 giorni il calcolo da fare è il seguente:

(666, 66 euro / 31) x 10 giorni lavorativi, ovvero 21,50 euro per 10 giorni lavorativi = 215 euro.

Come ottenere lo sgravio fiscale per donne vittime di violenza?

Secondo quanto stabilito dal messaggio numero 2239 del 14-06-2024 i datori di lavoro che vogliono ottenere gli sgravi contributivi per le assunzioni di donne vittime di violenza di genere possono presentare una richiesta attraverso una procedura online. Per presentare la domanda è necessario:

  • effettuare l’accesso al Portale delle Agevolazioni – ex DiResCo tramite PIN, SPID, CIE, CNS, eIDAS.
  • seguire il percorso: “Imprese e Liberi Professionisti” > “Esplora Imprese e Liberi Professionisti” > sezione “Strumenti” > “Vedi tutti” per accedere al modulo “ERLI”.

Una volta effettuato all’accesso, al datore di lavoro sarà richiesto si inserire le seguenti informazioni:

  • i dati anagrafici della lavoratrice assunta;
  • la data di rilascio del provvedimento riguardante il percorso di protezione;
  • il Comune di riferimento;
  • la retribuzione mensile lorda;
  • l’aliquota contributiva.

Nel caso in cui l’INPS dovesse accettare la domanda, allora il datore di lavoro potrà fruire dello sgravio contributivo mensilmente all’interno della denuncia Uniemens.

Altri sostegni statali per il lavoro femminile

Per aumentare il tasso di occupazione femminile e sostenere l’imprenditorialità femminile, lo Stato concede alcuni finanziamenti tramite i seguenti progetti.

Azzeramento dei costi contributivi per le aziende che assumono donne vittime di violenza

Le aziende che assumono donne vittime di violenza hanno la possibilità di essere esonerate dal pagamento dei contributi obbligatori sino a un massimo di 8000 euro. Fanno eccezione i contributi INAIL che devono comunque essere corrisposti. I datori di lavoro possono ottenere il beneficio per 12 o 18 mesi a seconda che la lavoratrice venga assunta a tempo determinato o indeterminato. La domanda va presentata telematicamente tramite il portale INPS.

FAQ

Come si richiede lo sgravio contributivo per donne vittime di violenza?

Per richiedere lo sgravio, il datore di lavoro deve accedere al Portale delle Agevolazioni (ex DiResCo) tramite SPID, CIE o PIN, compilare il modulo online “ERLI” e fornire i dati richiesti. Se la domanda viene accettata, il beneficio sarà applicato mensilmente nella denuncia Uniemens.

Cos’è l’agevolazione contributiva per l’assunzione di donne vittime di violenza?

Lo sgravio contributivo per l’assunzione di donne vittime di violenza è un’agevolazione che esenta i datori di lavoro dal pagamento dei contributi previdenziali, fino a un massimo di 8.000 euro annui, per le donne assunte che soddisfano determinati requisiti, come essere disoccupate e vittime di violenza.

Quali contributi non rientrano nello sgravio fiscale per donne vittime di violenza?

I contributi che non rientrano nello sgravio includono i premi INAIL per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e i contributi per i fondi come il TFR, i fondi di solidarietà e altri fondi previdenziali e di integrazione salariale.

Quali requisiti devono rispettare le donne vittime di violenza assunte?

Le lavoratrici devono essere disoccupate, vittime di violenza e beneficiarie del reddito di libertà o di misure equivalenti a livello regionale. Possono beneficiare dello sgravio anche le donne che non ricevono il reddito di libertà ma usufruiscono di altri assegni statali o regionali.

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Eleonora Orrù
Laureata in Lettere e in Editoria e giornalismo, ho fatto della mia passione per la scrittura il mio mestiere. Da anni sono parte del team di procedureamministrative.it perché credo nell'importanza di riuscire a comunicare in modo semplice e diretto anche le informazioni più complesse in modo che siano accessibili a tutti.

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